mercoledì 25 luglio 2012

Ciò che vorrei dirti

Ciò che vorrei dirti
si trova...

…prima di ogni silenzio
dopo ogni parola...

Sera

E’ sera,
anche in cima a questa montagna.

Piave

Lasciati guardare.
No, non ti nascondere
no…

E lasciami ascoltare
la tua storia…
…aspetterò…

Ti dedico questo mio silenzio
ed un pensiero
piccolo,
per me.

E prima o poi, lo so,
ripenserò…

Ripenserò
a me in questo momento

 e in questo freddo…

E’ andata via la nebbia,
è ancora presto…

Ma tu sei sempre bella
anche d’inverno

quando accarezzi,
stanca,
la città.

Montagne

Quelle montagne...

Vorrei che i miei occhi le raccontassero
e che tu
in essi
le potessi vedere.

E sentissi così i colori dei prati,
del cielo.

Silenzio.

E lontano un camino che fuma,
una luce.

Ed è sera.

Quassù,
in Valmorel.

Mare

Ho bisogno di un po’ di solitudine
Senza lacrime

Ed un po’ di aria tra i capelli
Per non crederci (più)

Se passasse un’altra vela bianca
In questo specchio intimo
E di silenzio avido…

Ma lontano un peschereccio gravido
Mentre ride il mare

E immobile nel vento
Un ultimo gabbiano.

Lago smarrito (Solitudine)

Come un lago smarrito
senza immagini riflesse

Del vento
increspa
un poco l’acqua

e dopo,
tutto ancora,
tace.

lunedì 23 luglio 2012

Donna

Nessuno,
o più probabilmente
una donna

Profumo,
di mare
in questa neve fredda

Dicembre,
ma il mare
non è poi lontano

Presente,
nell’urlo immaginario di un gabbiano

Settembre?

…quell’aria
come di settembre

e come di settembre
…nessuno…

Abbraccio

Ti abbraccerò
con la leggerezza di un profumo delicato

Come una farfalla sfiora un fiore
Come un pittore
che voglia disegnare

la luce di ogni sera
la brezza di ogni mare

Alla ragazza dagli occhi dipinti col cielo

Che begl’occhi…
(Che banalità!)

Che bel sorriso…
(Che sdolcinatura!)

…e una certezza:
non ti vedrò mai più.

Resterà qualcosa?
Sì, sono sicuro…

Un qualche pensiero,
un breve ricordo,
un piccolo sogno…

…e un po’ d’amore.

Ricordi


Bianca nebbia ebbra di ricordi,
sussurrata voce del passato,

urlo violento
vento affilato.

Costretto tra parole il mio pensiero
scaraventa ciò che sono in ciò che ero.

Ciliegia

Se il tuo cuore splendesse
come una rossa ciliegia candita
dietro la vetrina d’una pasticceria

E se potessi scegliere la mia pasta preferita
col cioccolato al latte mescolato a simpatia…

…beh, non avrei dubbi, ti porterei via
 non ti farei incartare e non ti mangerei

Ma pregherei per addolcire i tuoi pensieri
E ti terrei per addolcire i miei.

Cosa cerco?

Cosa cerco?
Placida laguna di pensieri
Nebbia di sensazioni

Artificio di colori
Scoppio di totale arcobaleno

Sguazzo d’uomo
E ombra e gelo

E ancora amore
Eterno, finito,
e ancora amore
amore, amore!

Gelato

Ti offrirei
un gelato ed un tramonto
mezz’ oretta di silenzio
un po’ di vento,
fresco.

Solo questo.

E alta
una nuvola vestita di bianco
color panna montata
si scioglie e si unisce
per sempre
col profumo di cioccolata.

La via

Per te sono stato importante…
come un passante gentile

cui si chiede il nome
di una via

Perchè?

Trascorro il tempo
a rincorrere i perché
…a coccolarli…

Per accudire poi
altri e nuovi dubbi.

Introduzione


Vi sono luoghi, nel mondo e  nella nostra vita, in cui nessuno ha ancora messo piede.
Ciò che è dentro di noi solo noi lo conosciamo e, solo con il nostro permesso, potrà essere conosciuto. Punti senza dimensione in cui conducono strade senza polvere e senza spessore. Strade comunque ricche di curve, con salite e discese. Strade disegnate dal tempo, da esperienze e ricordi.

Trascorriamo la nostra vita a pensare a noi stessi ma verremo ricordati solo per ciò che abbiamo fatto per gli altri. Mi piacerebbe portare qualcuno in questi non luoghi, per condividere un’esperienza che forse può piacere. Credetemi, non vi è, in questa mia intenzione di condividere, alcuna intenzione di dimostrare “quanto sono bravo”. Spero naturalmente che chi legge potrà provare qualche emozione!

Non sono scrittore e non sono poeta. Credo che la poesia sia un profumo che apre le porte a sensazioni che ci provano emozioni intime e personali. Amo però la semplicità e non voglio che per dare un gusto ad un cibo povero di qualità, sia necessario coprirlo di aromi, salse e condimenti.

Cerco quindi di produrre testi senza condimenti, senza termini che richiedano un vocabolario per essere compresi, senza  inutili intellettualismi.
Talvolta cadrò nella banalità e, se può essere utile, chiedo perdono.