Una spiaggia
Vedo sagome immobili, come arenate, sulla spiaggia.
Trichechi sapiens, oggi indistintamente inutili.
Arrivano verso le dieci, perché è lunga la preparazione a non fare niente.
I più dinamici uccidono qualcosa con la minima fatica, una lenza, una fiocina; i più sfiniti dalla vita mangiano ignoranti uccisioni altrui.
Giustamente senza pudore mostrano sguazzando quanto guadagnato in ripetuti eccessi.
Sono di entrambi i sessi e il mare non li sputa fuori, credo, per pietà.
Se ho giudicato perdonatemi: ogni tanto, per capire, serve.