venerdì 19 novembre 2021

Chiedo scusa

 Considero le circostanze

L'intenzione di cui ho necessità
Giorno dopo giorno
Anche solo per lavarmi i denti

Bisogna aggiungere poi
Le cose più importanti
I rapporti umani,
Le telefonate agli amici e il lavoro

Poi quella voglia fessa
Di esprimere se stessi
Spesso in qualsiasi modo
Anche scrivendo quello
Che sto scrivendo adesso

In questo caos
Mantenere il respiro regolare
E avere un angolo mentale
Segreto, dove vivere la quiete
È una cosa di cui ho un gran bisogno

Di notte, quando sono fortunato
Sogno
Di giorno e chiedo scusa
Semplicemente
Sono un po' distratto

venerdì 15 ottobre 2021

Della libertà

 Della libertà


Interrogandomi
sul significato di libertà
e dopo aver eliminato l'inutile
(diciamo la riflessione "da bar")

Mi ritrovo in mano finalmente
un gomitolo di tenere e di lasciare
Dove credo si trovi la risposta alla mia domanda

Stringere la mano e non mollare
Oppure aprirla e liberarsi?

Ma non sempre lasciare è debolezza
E non sempre tenere è segno di forza e determinazione

Già (e quindi)
azzardo una soluzione:
libertà è saper lasciare
trattenendo la giusta parte

Mi riservo, naturalmente
di verificare.

venerdì 23 luglio 2021

L'Aquila

Quando mi fermo e penso
Penso a ciò che pensa l’aquila
Quando si ferma e pensa:

dove andare a volare.

giovedì 22 luglio 2021

Di sicuro una cosa sola

Di sicuro una cosa sola


Oggi i pomeriggi,
alcune mattine assai silenziose
Mentre certe serate, tiepide o cristalline, come sempre

Dopo l'erba crescerà spavalda,
Per qualche giorno,
poi sarà tagliata e ogni cosa continuerà il suo ciclo

E l'alternarsi darà ritmo e movimento
In ciò che più ho amato, c'è stato proprio il passaggio da questo a quello

Quindi nei primi pomeriggi la mia mancanza, forse mattine ancor più silenziose
Ma di sicuro una cosa sola

(di cui posso godere persino ora
quando vengo ignorato e non mi intrometto)
sarà il solito mondo,
come quello che c'è adesso
però senza me.

martedì 1 giugno 2021

La spiaggia

 Una spiaggia


Vedo sagome immobili, come arenate, sulla spiaggia.

Trichechi sapiens, oggi indistintamente inutili.

Arrivano verso le dieci, perché è lunga la preparazione a non fare niente.

I più dinamici uccidono qualcosa con la minima fatica, una lenza, una fiocina; i più sfiniti dalla vita mangiano ignoranti uccisioni altrui.

Giustamente senza pudore mostrano sguazzando quanto guadagnato in ripetuti eccessi.

Sono di entrambi i sessi e il mare non li sputa fuori, credo, per pietà.

Se ho giudicato perdonatemi: ogni tanto, per capire, serve.